32 Via dei Birrai ed il Luppolo

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A Monfumo nasce il Distretto del luppolo e del farro

Da alcuni anni 32 Via dei birrai è impegnata in un progetto per la produzione diretta del luppolo che vede coinvolti alcuni agricoltori della zona di Monfumo, comune collinare molto vicino al birrificio.
La coltivazione del luppolo è iniziata nel 2014, e già lo scorso anno è stato realizzato il primo lotto di birra con il luppolo dei colli.

Sullo slancio degli ottimi risultati ottenuti, oltre a rafforzare la collaborazione tra birrificio e coltivatori, il progetto ha iniziato a prendere forma, sotto la direzione di Fabiano Toffoli, che ha avviato e seguito le procedure della nascita del “Distretto del luppolo e del farro”.

Nell’ambito del PSR 2014/2020 e in maniera più dettagliata riguardo ad un intervento di Innovation Brokering, 32 Via dei birrai e gli Agricoltori dei Castelli di Monfumo, in data 24 aprile 2017 hanno ricevuto un stimolo ulteriore per portare avanti la coltivazione del luppolo nei colli Asolani, ricevendo dall’AVEPA la comunicazione di ammissibilità e finanziabilità per la costituzione e la gestione di un gruppo operativo denominato “Distretto del luppolo e del farro”.
Quindi è attualmente in corso una fase di animazione con l’obiettivo di ampliare il numero di persone coinvolte in questo gruppo con il fine di presentare un progetto dopo un anno di collaborazione.

La nascita del Distretto del luppolo e del farro va a consolidare il legame che 32 ha con il territorio, rappresentato attualmente dell’impiego del miele veneto utilizzato per la realizzazione di Nectar, la birra al miele di castagno.

L’ambizione del progetto è di poter produrre alcune tipologie di birra interamente con materie prime italiane, in linea con la filosofia aziendale che già ci vede impiegare per la quasi totalità fornitori siti sul territorio nazionale.

Polar Music Prize

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Continua la felice collaborazione tra le Cantine Ferrari e il Polar Music Prize, il premio musicale più importante di Svezia.
Il premio, istituito nel 1989 da Stig Anderson, manager del mitico gruppo svedese ABBA, ogni anno premia a Stoccolma i grandi nomi della musica internazionale per mano del Re Carlo XVI Gustavo di Svezia.

Alla sua 26ma edizione, il 15 giugno presso la Sala dei Concerti di Stoccolma, si è brindato ancora una volta ai vincitori con bollicine Ferrari. Quest’anno i due artisti premiati sono stati Sting e Wayne Shorter. I due grandi musicisti, senza bisogno di presentazioni, sono stati celebrati nel corso di tutta la serata da altri grandi cantanti internazionali che, accompagnati dall’Orchestra Filarmonica di Stoccolma, hanno interpretato alcuni dei loro più famosi successi.

I Trentodoc Ferrari hanno accompagnato gli ospiti vip durante l’aperitivo che ha aperto la grande cena di Gala per oltre 500 ospiti, che si è tenuta, come ogni anno, al Grand Hotel.

Il Polar Music Prize si conferma così l’evento più glamour di Svezia. Riunisce per una sera il meglio dell’industria musicale internazionale, oltre ai personaggi più in vista della nazione nordica, prima tra tutti la Famiglia Reale. È un grande orgoglio per Ferrari essere partner da molti anni di questo prestigioso appuntamento, portando ogni volta un tocco di Arte di Vivere Italiana a un evento tanto esclusivo da essere secondo solo al Premio Nobel.

Premio Ferrari ” Arte di Vivere Italiana – Articolo dell’Anno

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Il Wall Street Journal Magazine ha conquistato il Premio Ferrari «Arte di Vivere Italiana – Articolo dell’Anno». Così ha deciso la giuria del premio promosso dalle Cantine Ferrari che, giunto alla quarta edizione, è assegnato al giornale straniero che abbia valorizzato in chiave originale il bello, buono e ben fatto del nostro Paese.

Il Wall Street Journal Magazine ha vinto grazie al reportage di Jay Cheshes sulla scuola di cucina di Anna Tasca Lanza, nel cuore della Sicilia, che facendo rivivere le tradizioni del territorio, è diventata punto di riferimento e fonte di ispirazione per i celebi chef americani. Apparso nel giugno 2016 con il titolo «A Slice of Sicilian», l’articolo si è imposto, come si legge nella motivazione, «per la qualità dei contenuti, l’originalità del tema, che combina la tradizione con la modernità, e per la e bellezza delle immagini».